L’ETNOCIDIO SLAVO

Zoran Milosevic’

 

  • La pressione dell’occidente sui popoli slavi cresce di giorno in giorno, a tal punto che si sono create numerose organizzazioni sociali che vedono la salvezza nella cooperazione degli Slavi, così da poter conservare e lasciare in eredità alle generazioni future un’identità.

 

Cambiamo noi stessi, di conseguenza la Serbia: “Lo stato ha dimenticato di celebrare giubilei importanti: le nascite di Petar II Petrovic’ Njegos, Stefan Nemanja… Ai Serbi vengono sottratti le festività delle rivolte, i Croati gli sottraggono Nikola Tesla e Ivo Andric’, i canti epici, le Gusle… I “Bosgnacchi” si stanno prendondo Mesa Selimovic’, gli Albanesi i monasteri nel Kosovo e Metohija. La lingua serba viene vie presa e rinominata in croato, bosniaco, montenegrino… I Montenegrini attuano persecuzioni contro la Chiesa Serbo-ortodossa e sostengono la cosiddetta “chiesa ortodossa montenegrina”… I Serbi e i Russi vengono incolpati per l’inizio della Prima Guerra Mondiale… La famiglia Babic’ è costretta ad andare via da Sarajevo nel 2013 per salvaguardare la sicurezza personale delle figlie… L’etnocidio dei Russi nel Tatarstan, Kazakistan… Ai Russi vengono negati i diritti umani basilari nelle repubbliche baltiche. L’Estonia glorifica i nazisti… La Biblioteca Nazionale Serba è chiusa da ormai 5 anni. Il Museo Nazionale Serbo è in “ristrutturazione” e chiuso al pubblico da anni… Nel Kosovo è Metohija le chiese, i monasteri e cimiteri restano bruciati o distrutti… i teatri non preparano alcuna nuova premiér…

Cos’è questa pazzia? Che sta accadendo?

 

L’ASSASIONIO MASCHERATO DI UN POPOLO

Etnocidio – questa la risposta degli scienziati raccoltisi a Mosca per la conferenza denominata “La civiltà slava – Problemi e Prospettive” dove si sono affrontate questioni a lungo tenute nascoste: la situazione demografica dei popoli slavi; il tacito genocidio ed etnocidio attuale dei popoli slavi; la discriminazione degli slavi; l’unificazione del mondo slavo in un unico stato. Difficilmente si può credere che nel XXI° sec, che dai media viene apostrofato e mostrato come il secolo della massima civilizzazione, la scienza tratti temi come il genocidio e l’etnocidio. Secondo “L’Enciclopedia Sociologica russa” (2009) “l’Etnocidio (uccisione di un popolo) è la distruzione dell’identità etnica o nazionale di un popolo, esso si può perpetrare tramite l’assimilazione o il processo di creazioni di nuovi etnicum (nazionalità), la distruzione o il cambiamento della conoscenza di sé e della percezione di sé di un intero popolo o parte di esso”. I popoli che subiscono l’etnocidio perdono la coscienza storica, il nome e la cultura antica, l’identità, spesso la fede religiosa (ossia viene modellata per creare una forma di diversità peculiare che le separi dalla vecchia fede e chiesa, spesso in maniera non canonica) …

L’etnocidio spesso si verifica mascherata da divulgazione della civiltà e della tecnologia, ossia da integrazione di un determinato spazio in un “più ampio centro di civiltà e tecnologia”, sostiene un gruppo di autori sul portale “mir.h19.ru”.

Proprio con questa definizione si può racchiudere tutto ciò che è accaduto a Serbi e Russi nel lungo periodo, soprattutto dal 1990, cioè, dai Serbi è stata separata e creata la nazione montenegrina, macedone, “bosgnacca”, e con il pluricentenario proselitismo della chiesa Cattolica Romana nelle regioni della Slavonia, Croazia e Dalmazia i “Croati”, come dai Russi hanno creato gli Ukraini (Malorussi) e i Bielorussi, con la tendenza di continuare a cambiare l’identità di questi popoli, in modo da mascherare la soggezione  di questi popoli all’occidente sotto la falsa forma di libera scelta.

A questo lavoro oggi si dedicano migliaia di media, giornalisti, missionari, organizzazioni non governative i singoli. La distruzione di un popolo attraverso la trasformazione della sua mentalità, sia tramite l’assimilazione che il cambio identitario, rappresenta l’etnocidio che è un reato e un crimine contro l’umanità.

 

L’UNITÀ SLAVA

Le pressioni dell’occidente sulle popolazioni slave cresce di giorno in giorno, così come il numero di organizzazioni sociali che vedono l’unica salvezza nella cooperazione degli Slavi, per poter salvaguardare la propria identità e lasciarla in eredità ai propri discendenti. Risulta interessante il fatto che queste organizzazioni di Slavi, senza badare all’orientamento religioso, vedono la salvezza oltre che nella cooperazione dei vari popoli slavi anche nella Russia. Oltretutto si impone come fonte di forza il ricordo storico della Seconda Guerra Mondiale, quando tra gli Slavi che si sono opposti a Hitler sono morti 35 milioni di persone, allora l’unità degli Slavi era veramente globale, venivano creati comitati e organizzazioni slave e solamente nel congresso Slavo-Americano erano presenti 15 milioni di persone che ebbero un ruolo chiave nel convincere l’occidente e finanziare la consegna di armi all’Unione Sovietica, che ha poi sopportati i colpi e le perdite più dure nella battaglia conto la Germania nazista. Ringraziando la resistenza, prima di tutti, dei Serbi nel Regno di Jugoslavia è stato coniato il termine “fratelli Slavi” poiché si sono veramente sacrificati (il sangue versato ha “fraternizzato” gli Slavi) per aiutare la lotta contro il nazismo e Hitler. Con questo slogan iniziavano molti meeting, con questo urlo si andavo all’attacco e queste parole si sentivano ai funerali dei combattenti salvi.

Allora tutti avevano compreso che il peso della battaglia contro la potenza più forte del mondo si era riversato sugli Slavi e nell’assenza di altre armi, essi si affidarono all’unica rimasta – l’Unità! Persino quando si hanno le armi più potenti esse sono meno efficaci in assenza dell’unità.

Oggi, fa notare Sergey prederiy per il portale “evrazia.org”, sta venendo a crearsi una situazione simile a quella della Seconda Guerra Mondiale e gli Slavi dovrebbero attivarsi nel far rivivere, ovvero creare organizzazioni slave che possano sviluppare il patriottismo e contrastare l’ideologia distruttiva dell’occidente e della NATO, persino i popoli venuti a crearsi dall’etnocidio dei Serbi e dei Russi sono in pericolo a causa dei loro creatori. Ai Croati e agli Ukraini viene richiesto di vendere le proprie coste, isole, autostrade, telefonia mobile e fissa, le terre più fertili, le compagnie più redditizie, che fa presagire ad una sottrazione di tutti i potenziali economici che potrebbero salvare una qualsivoglia forma di statalità nazionale.

Gli Slavi, secondo Sergey Perederiy, sono in gran parte consci della posizione in cui si ritrovano, cominciando dal 1990 fino ad oggi ma non possiedono ancora una risosta adeguata a questo complesso pericolo. In questo periodo il numero di studi, monografie, conferenze scientifiche e politiche che parlano della situazione degli Slavi in Europa e nel mondo è aumentato in maniera considerevole, tralasciando tutte le storielle relative la bellezza e l’utilità delle integrazioni euro-atlantiche, qualsiasi analisi fatta obiettivamente mostra che si tratta di una propaganda politica e che alla fine della fiera gli Slavi vengono ingannati: viene effettuata la deindustrializzazione dei loro paesi e il conseguente impoverimento della popolazione, la gente di conseguenza si trasferisce in occidente lavorando in condizioni non favorevoli, mentre le forze armata diventano vassalli degli interessi degli U.S.A. e dei proprietari di corporazioni multinazionali e vengono mandate a combattere in lungo e in largo per il mondo (Iraq, Afghanistan, Libia, Siria…)

I movimenti slavi internazionali hanno e hanno avuto un certo numero di sedi storiche; Praga (Città nella quale si tengono le conferenze), Sofia (Centro spirituale, dove si tengono consigli relativi a religione e cultura), Mosca (Centro ideologico dove si tengono incontri legati ai programmi politici e alle idee) e Minsk (Centro politico dove hanno sede numerose organizzazioni politiche importanti di stampo slavo), solo la Serbia non ha ottenuto che alcuna istituzione slava importante abbia sede a Belgrado. Un Caso?

L’analisi del ragionamento dei partecipanti dai congressi e delle conferenze slave mostra che loro promuovono l’idea di un modo multipolare, considerando la comparsa di nuovi centri geopolitici come un bene che consente la salvaguardia delle identità nazionali e delle tradizioni formatesi storicamente in maniera naturale.

Il mondo slavo come la realtà geopolitica ha più volte dimostrato il suo diritto di esistere dando importantissimi contributi nella lotta contro gli aggressori, purtroppo però nel mondo odierno gli viene proibito di creare un’unità interna, uno degli esempi di questo comportamento è la Risoluzione del Congresso U.S.A. n.304, approvata il 13 aprile del 2000, nella quale si condanna pubblicamente il (tentativo) di unificazione di Russia e Bielorussia con la motivazione delle integrazioni Eurasiatiche, esse diventarono il punto cardine che consentì a Washington di minare il processo. Per gli U.S.A. non è accettabile che nel percorso di unione dell’Eurasia si crei un centro slavo, al contrario gli Slavi devono piegarsi alla logica atlantica e cambiare la propria mentalità e il proprio sistema di valori, perciò Washington e Bruxelles supportano tutti quei gruppi marginali, come di Slavi così di altri popoli, che hanno modificato la propria mentalità in favore di un sistema di valori atlantico (occidentale) – dal Caucaso fino alla Bosnia Erzegovina e il Kosovo e Metohija. L’occidente attualmente investe molte risorse per mostrati agli Slavi che la Russia oggi è incapace come stato di tutelare i propri cittadini nel Caucaso, come di tutelare Serbi e Bulgari in primis, dalla maltrattamento di gruppi marginali ed estremisti finanziati dall’occidente, ma anche dallo stesso occidente e dai sui cosiddetti “tribunali” come quello dell’Aja e il suo verdetto di “genocidio contro i Bosgnacchi”, umiliare i Serbi ottiene così un senso, quello di mostrare agli altri Slavi che è inutile cercare aiuto in Russia poiché essa non può proteggerli e seguendo questo ragionamento l’indirizzo giusto al quale inviare le proprie richieste di protezione è la NATO e l’occidente.

 

 

I DIRITTI UMANI

Ovunque possa, l’occidente mina l’economia e l’organizzazione statale di quegli Slavi che non si sono sottomessi alla logica atlantistica, dalla Repubblica Srpska in Bosnia al Caucaso, ai pensionati si riducono le pensioni seppur guadagnate onestamente, i soldi e le tasse dei centri antislavi vengo dirottati verso coloro che sostengono l’ideologia atlantica mentre gli interessi e i diritti degli Slavi vengono ignorati persino dagli innumerevoli difensori dei diritti umani, ad esempio pochissimi in occidente hanno alzato la voce in difesa di Vojslav Seselj che in un carcere occidentale “civilizzato” ha passato più di un decennio ma allo stesso tempo vengono protetti i terroristi che attaccano i Serbi e i Russi. Nessuno si alza in difesa dei Serbi in Kosovo e in Bosnia Erzegovina che continuamente vengono maltrattati dagli estremisti Albanesi e mussulmani come nessuno aiuta gli esodati russi cacciati dalle repubbliche centroasiatiche. La selettività dei difensori dei diritti umani duole, ma al contempo fa prendere coscienza del fatto che l’occidente aspira a distruggere ulteriormente la Serbia e ridurla alla regione di Belgrado, ma che vuole anche assoggettare la Bielorussia e l’Ukraina alla Polonia e alla Lituania e vuole smembrare la Russia e dividersela tra U.S.A., Germania e Giappone.

I “difensori” dei diritti umani prevedono le sofferenze degli Slavi, si smascherano e si prodigano per i diritti dei separatisti e dei centri geopolitici che aspirano alla completa distruzione del mondo slavo in piccoli gruppi non collegati gli uni con gli alti e all’acquisizione dei loro territori per sfruttarne le risorse sia naturali che umane.

Nell’ambito della strategia di difesa dei popoli slavi, più di una volta si sentito nei congressi il parere che sia necessario, nella sfera mediatica e legislativa, installare come una costante la difesa dalla serbofobia e dalla russofobia… che vengono incubate e sviluppate nei centri di potere occidentali ed eguagliare queste slavofobie all’antisemitismo. Ciò è d’obbligo in quanto la discriminazione degli Slavi, soprattutto ortodossi, viene attualmente considerata come un fatto normale e rappresenta la politica ufficiale di molti paesi occidentali, soprattutto di U.S.A., Gran Bretagna, Germania, Francia ma anche della Turchia, dei mussulmani in Bosnia Erzegovina e degli Albanesi in Kosovo e Albania.

Per rendere efficace la difesa da queste fobie propagate dall’occidente, il suddetto Perederiy suggerisce un’unione slava che come forma primaria si presento sotto forma di uno stato unitario Ortodosso.

Nell’analisi “Le strade per la reintegrazione degli stati post sovietici” si nota che i popoli di queste terre rimpiangono la grande e potente Unione Sovietica che li difendeva dagli attacchi dell’occidente, dalla distruzione dei valori basilari e dallo sfruttamento delle loro economie, simile è anche la situazione nella zona dell’ex Jugoslavia, dove fiorisce la Jugonostalgia, soprattutto tra Sloveni e Croati. Dal collasso dell’URSS e della Jugoslavia, tutte le repubbliche che ne sono fuoriuscite risultano in forte perdita nella sfera economica e ciò ha portato all’arricchimento di pochi e all’impoverimento di moltissimi dei loro cittadini, ma solo ora questi nuovi territori comprendono che con la scomparsa di URSS e Jugoslavia non ne hanno ottenuto nulla… Anzi!

Ora sono diventati completamente dipendenti da Washington e Bruxelles che in modo molto viscido sottraggono tutto e nel campo della cultura distruggono popoli con una forte e lunga storia di statalità. Come detto all’inizio – Etnocidio…

Fonte: Pecat (26.07.2013)

Testo di: Zoran Milosevic’

Traduzione: Nikola Kovacevic